7 luglio 2014

Viaggio a Taif con Gian Luca Perris (2/3)

(questo articolo inizia nel post precedente)
Taif è una città dell'Arabia Saudita situata quasi duemila metri di altezza, nella provincia della Mecca. Sebbene l'area non sia distante dal mare, l'elevazione repentina delle montagne determina un clima diverso da quello delle regioni vicine; piove molto più spesso che nel resto della penisola araba e l'escursione termica è maggiore, e questo rende possibile coltivare fiori e frutta di ottima qualità. 



Come altri generi di piante rustiche (tipo la lavanda), anche le rose danno il meglio di sè quando vengono coltivate in condizioni ambientali non completamente favorevoli e a Taif, a duemila metri sul livello del mare, in effetti fanno un bel po' di fatica.
La raccolta dei fiori inizia verso le 4.30 del mattino (foto in apertura), ed è effettuata da personale indiano o pakistano, che seleziona solo gli esemplari che stanno iniziando ad aprirsi. 
A mattino inoltrato la raccolta termina e i fiori vengono immediatamente portati ai laboratori di lavorazione -una ventina circa- che in genere si trovano a poca distanza dai campi coltivati. Lì le rose non vengono pesate, ma... contate (foto sopra)! 
Mille rose equivalgono ad un cesto pieno, e quando il totale arriva a 12 cesti, vengono introdotte negli alambicchi. 
Il moderno processo di distillazione prevede, in occidente, che i fiori vengano a contatto direttamente con il vapore, mentre a Taif le rose vengono ancora immerse nell'acqua (foto accanto), senza nemmeno inserire un filtro. Un processo ben più rustico di quelli a cui siamo abituati...   
L'acqua usata per la distillazione è per il 40% acqua di rose derivata da distillazioni precedenti. 


L'alambicco viene poi chiuso con un coperchio, e sigillato con... lo scotch!  Il coperchio si satura quindi di vapore, che viene condotto ad una cascata d'acqua fredda, che raffredda immediatamente il risultato della distillazione, che si separa (l'acqua va sotto, l'olio sale in cima).

Il processo di distillazione dura in totale un paio d'ore e il risultato di dodicimila fiori è una damigiana di acqua di rose, con 10-12 grammi di prezioso olio essenziale, depositati  in cima (foto sotto). L'olio viene quindi raccolto con una siringa e lasciato riposare. 
La stagione di raccolta dura solo  tre mesi, e ogni produttore ricava 20-30 chili di olio al massimo. 
Il suo costo? 
Altissimo: sui 70mila euro al chilo. La rosa Taif, quindi, è forse la materia prima più costosa al mondo, soprattutto se la confrontiamo con i 10-12mila euro al chilo dell'olio essenziale di rosa damascena (già piuttosto costosa) e ai 5-6mila dell'assoluta -sempre di rosa damascena-  ottenuta tramite solventi volatili. 
(Grazie di cuore a Gian Luca Perris di Perris Monte Carlo per le bellissime foto!)
L'articolo prosegue nel prossimo post






2 commenti:

ADJIUMI ha detto...

meraviglioso articolo, grazie!

enea grosso ha detto...

Grazie per questo post !