20 settembre 2017

La Tuberosa è morta: viva la Tuberosa!

Io la tuberosa la amo.
Ne amo il lato sonoro, esagerato, fluorescente come un fenicottero fuxia in resina lucida a grandezza naturale. 

Ne amo la presenza teatrale, intensa, ipnotica, da Grande Seduttrice che non fa sconti né prigionieri. 

Ne amo il dandysmo estremo, la personalità eclettica.

Ne amo il gusto per la provocazione, la joie de vivre, le ore piccole, la mattina dopo.

La tuberosa è misteriosa, ribelle, selvaggia ed insieme profondamente tenera e materna
E' capace di carezzarti, abbracciarti, avvolgerti, confortarti, ma anche di stritolarti e risucchiarti l'anima.

Quando un marchio decide di cimentarsi con un profumo alla tuberosa è difficile che io mi faccia grandi aspettative, la maggior parte sono profumi anonimi che non prendono rischi: o la tuberosa non si sente quasi, o viene trattata in maniera molto convenzionale, come se se ne avesse paura. 
 Sono pochi i profumi che sono stati capaci di dire qualcosa della tuberosa in maniera originale, mantenendo inalterata la personalità di questo fiore: oltre al mio amato Fracas di Piguet, mi sono piaciuti Tubereuse e La Chasse aux Papillons dell'Artisan Parfumeur, Blu di Acampora, Amarige di Givenchy e Poison di Dior. 
Poi arrivarono Tubereuse Criminelle di Lutens e Carnal Flower di Frederic Malle, due profumi originali ed amatissimi da molte persone, che io però non riuscirei mai a portare. Mi infastidisce averli addosso perchè la mia idea di tuberosa, lì dentro, non c'è. 


Ma questo 2017 per me è stato eccezionale, tuberosamente parlando, e oggi ho ben quattro nuovi giocattoli da indossare: l'edp e l'estratto di Tubereuse Absolue di Perris Montecarlo, Nuit de Bakélite di Naomi Goodsir e Paloma y Raices di HomoElegans

Questi quattro profumi spingono l'idea della tuberosa in direzioni nuove, che mi sono piaciute da matti. 
Volete condividere con me il viaggio alla scoperta della nuova vita della tuberosa? (segue)

(La foto è presa dal sito di Naomi Goodsir)

Tuberose is dead: long live Tuberose!

I love tuberose.
I love its exaggerated, fluorescent, sound side, like a full-sized flamingo in pink resin. 
I love its theatrical, intense, hypnotic presence of Great Seductress. 
I love its extreme dandysm, the eclectic personality.
I love the taste for provocation, the joie de vivre, the small hours, the morning after.

Tuberose is mysterious, rebellious, wild and yet deeply tender, even maternal. It may caress you, hug you, wrap you up, comfort you, but also writhe you and suck your soul out.

When a brand decides to launch a tuberose scent, it is difficult for me to have great expectations: most are anonymous perfumes that don't take the risk: tuberose is hardly perceivable, or is treated in a very conventional way. 
Few fragrances have been able to say something of tuberose in an original way, while keeping unalterede the personality of this flower.
In addition to my beloved Fracas I found few other scents to honor this note in the way I like it: among them, Tubereuse and La Chasse aux Papillons by L'Artisan Parfumeur, Blu by Acampora, Givenchy's Amarige and Dior's Poison
Then came Tubereuse Criminelle by Lutens and Carnal Flower by Frederic Malle, two extraordinary scents, loved by many people, considered true perfumery masterpieces that I could never wear. I find them original, vibrant, visionary but ... deprived of my my idea of tuberose.

But 2017 is being an exceptional year, tuberose-ly speaking and now I have four brand new tuberose toys to play with: Perris' Tubereuse Absolue (edp and parfum), Nuit de Bakélite from Naomi Goodsir and Paloma y Raices from HomoElegans. 
These perfumes bring tuberose scents into new directions I love, and I can't wait to sharing them with you: will you join me in this journey? (follows)

Thanx Naomi Goodsir for the pic!


7 settembre 2017

Fleurs et Flammes - Antonio Alessandria, 2017

L'ultimo lavoro di Antonio Alessandria (sito qui), come suggerisce il nome Fleurs et Flammes, è un fuoco d'artificio di fiori. 
Sulla pelle femminile risulta già bello, ma ho l'impressione sia stato composto per omaggiare la pelle maschile. Sì, perchè questo bouquet fiorito, pur sontuoso e ricco, non di meno è sobrio, elegante, trattenuto, e sulla pelle maschile dà veramente il meglio di sé. Come se Antonio stesse cercando di dare una misura alla sua esuberanza compositiva, e nel fare questo, stesse raggiungendo un livello maggiore di astrazione
Detto così Fleurs et Flammes sembrerebbe un profumo concettuale e ”difficile”, ma non lo è: tutti i profumi di Antonio si caratterizzano per note ricche e corpose, textures soddisfacenti, quasi tattili, e questo non fa differenza. Però... Però ci sento una ricerca di quella linearità, di quella maggiore asciuttezza creativa -caratteristica rara ed affascinante- che caratterizza la famiglia degli chypre. 
Bergamotto, limone, rosa, giglio, fiori bianchi, legni, note muschiate compongono infatti uno dei pochi veri chypre moderni: luci e ombre, fuochi d'artificio e note umide e ombrose in un insieme asciutto, quasi mistico, di forte impatto. Il degno pronipote di una famiglia che era selvaggia ed affascinante come poche altre, e che oggi purtroppo viene bistrattata da profumini senz'anima, che di chypre hanno più poco. Per fortuna Antonio e pochi altri coraggiosi compositori ci danno qualcosa con cui consolarci.

Fleurs et Flammes è un'edp, e ha una durata di un paio d'ore; vi consiglio di spruzzare ed attendere un quarto d'ora perchè è dal cuore in poi che si sviluppa pienamente.

New from Antonio Alessandria: Fleurs et Flammes (2017)

Antonio Alessandria's last work, as the name suggest (Fleurs et Flammes means Flowers and Flames), is a fireworks of flowers, that bloom women's skin, but I have the impression they were made up to homage male skin. This flower bouquet, though sumptuous and rich, is no less sober, elegant, restrained, and on male skin really gives the best of itself. As if Antonio was trying to manage his compositional exuberance, and in doing so, he was reaching a higher level of abstraction. That said, Fleurs et Flammes would look like a conceptual and "difficult" perfume, but it is not: all Antonio's perfumes are characterized by rich and sophisticated notes, satisfactory textures, almost tactile, and this makes no difference. However... However I found a search for linearity, for a greater dryness, characterizing the chypre family.
Bergamot, lemon, rose, lily, white flowers, woods, musk notes make up one of the few real modern chypre: lights and shadows, fireworks and humid and shady notes in a cold, almost mystic fragrance of strong impact. Fleurs et Flammes is the great-grandson of a family fascinating like no other, now extinct, and with very few descendants.
The perfume is in EdP and lasts for a couple of hours; I advise you to spray and wait for a quarter of an hour because it is from the heart onwards that it fully develops its magic.

Pitti Immagine Fragranze 2017: che il salone abbia inizio!

Da venerdì 8 a domenica 10 settembre alla Stazione Leopolda di Firenze si svolgerà la quindicesima edizione di Pitti Immagine Fragranze, e io non vedo l'ora.  
Quest'anno il focus è sulla sostenibilità dell'industria profumiera, e vorrei riuscire a sentire almeno la conferenza di venerdì 8 su "Etica e sostenibilità nella nicchia". 
Sempre venerdì, per la rassegna RAW è previsto un talk a cura di Mane, sulle spezie.
Eppoi in serata andrò nella Chiesa di San Miniato a sentire Cristian Adjiumi e Filippo Sorcinelli che parlano di incenso.


Seguitemi qui sul blog e sulla mia pagina Facebook (cliccando qui)  per un resoconto in tempo reale di cosa sto annusando

Se volete saperne di più sull'esposizione e il suo programma, seguite questo link!





Pitti Immagine Fragranze #15!

From Friday 8th to Sunday 10th the 15th edition of Pitti Immagine Fragranze will take place at the Stazione Leopolda, and I look forward to it.  

This year's focus is on sustainability,  Friday 8th I'd like to attend the "Ethics and Susteinability in niche perfumery" conference.

In the RAW space (curated by MANE) an interesting talk on spices has been organized.
Follow me here on my blog and on my Facebook (click here)  for  real time insights and infos on what I'm smelling at the Exposition.

For deeper infos on Pitti Fragranze and the programme of scheduled events, you may follow this link!

5 settembre 2017

Superstitious (Ropion e Alber Elbaz per EdP Frederic Malle, 2017)

A me i fioriti aldeidati piacciono moltissimo. Ne indosso e ne ho indossati tanti, ognuno con la sua voce, con la sua personalità, con le sue differenze. Ma questo qui, proprio, non mi ha convinta. E mi dispiace dirlo.
Superstitious di Alber Elbaz per Frederic Malle è un profumo perfettamente eseguito e con discrete materie prime, ma se fosse uscito negli anni Settanta o Ottanta sarebbe stato corretto; oggi, secondo me è fuori tempo massimo. Dopo un avvio -5 minuti scarsi- veramente intriganti, tutto il resto è roba già sentita quarant'anni fa. 
Ho pensato che Elbaz, da bambino, avesse una mamma, una zia, nonna o qualcun altro che indossava fioriti aldeidati potenti e saponosi com'erano di moda allora. E che questi si siano impressi nella sua memoria così potentemente che quando si è ritrovato a comporre il “suo” profumo, ha finito per ricrearne una summa perfetta.
Note fiorite, acquatiche, fredde e verdi, associate a rosa, gelsomino e fiordarancio e ad una tonnellata di aldeidi, ovvero l'accordo ideale per tirare fuori quella sensazione pulita, fredda e saponosa tipica dei fioriti aldeidati un po' datati. L'ho indossato e mezza storia della profumeria mi è balzata addosso: dentro Superstitious emergono chiarissimi White Linen di Estèe Lauder (Grojsman, 1978), Eternity di Calvin Klein (Grojsman, 1988), Anais Anais di Cacharel (R. Pellegrino, 1978), più un accenno di Dioressence (G. Robert,1979) e Diorissimo (Roudnitska, 1956). Tutti profumi eccezionali, ma parecchio datati.

E' un vero peccato: Elbaz aveva Sua Maestà Ropion a disposizione e ha saputo chiedergli solo questo...  

Superstitious (Elbaz and Ropion for EdP Malle, 2017)

I love floral aldehydic fragrances. I've been wearing so many of them, with their different voices, personalities, differences. But this one, well, no. And I'm sorry to say so.
Superstitious, by Alber Elbaz and Dominique Ropion for Frederic Malle is a perfectly executed scent, but...it smells terribly agée. 

Had it been released in the 1970s or 1980s it would have been correct, but today it is simply out of time.
I imagine that Elbaz, as a child, had a mother, aunt, grandmother or someone else who was wearing powerful floral aldehydics so fashionable then. And that these have impressed Elbaz' memory so powerfully that when he was having his fragrance composed, he ended up recreating a perfect resumè.
Blossoming, water-like, cold and green notes associated with rose, jasmine and a ton of aldehydes feature the ideal accord to pull out that clean, cold, soapy sensation typical of vintage aldehydic florals. I wore it on skin, and half a history of perfume jumped on me.
Inside Superstitious you smell White Linen by Estèe Lauder (Grojsman, 1978), Eternity by Calvin Klein (Grojsman, 1988), Anais Anais by Cacharel (R. Pellegrino, 1978), a hint of Dioressence (G. Robert,1979) and Diorissimo (Roudnitska, 1956).


What a pity: Elbaz had His Majesty Ropion available for composing his fragrance, and he could only get this out...

1 settembre 2017

L'Ossido e L'Angelo (Rossella Gatti per L'O Profumo 2017)

Quando Rossella Gatti mi ha contattata per mandarmi le sue due ultime creazioni per la sua linea L'O' Profumo (sito qui), intitolate “L'Ossido” e “L'Angelo”, io non sapevo nulla di lei. Ma ora che ho provato le prime due sono ossessionata dall'idea di conoscere anche tutte le altre, mannaggia a lei!


Cominciamo dall'Ossido, che si ispira all'odore della ruggine. Cioè, della ruggine che c'è a casa sua, perchè la ruggine di casa mia, purtroppo, odora diversamente. Questa qui profuma di spezie fredde, elicriso, galbano, incenso, lavanda ed un curioso sentore di sesamo tostato che non conoscevo. Al centro di quest'accordo tutto giocato su sensazioni luminose, fredde, secche, agresti, si trova una magnifica nota di ossido di rosa, pungente, metallica, con solo una lievissima sensazione fiorita di tipo “geranio”. Questa nota, piuttosto difficile da addomesticare, qui è perfettamente dosata per prendere il centro del palco senza adombrare tutto il resto, anzi, per risuonare perfettamente con l'accordo di cui fa parte, portandolo ad un'ottava più alta. Il risultato è una fragranza parecchio originale: fredda, metallica, luminosissima, secca ed intensamente verde, dotata di grande fascino e ancora maggiore persistenza (si tratta di un'eau de parfum, ma dura come un estratto). 
Verso il finale, quando le spezie, il galbano e l'ossido si esauriscono, rimane un incenso-elicriso sottile, secco, addolcito da qualche nota lievemente gourmand. Io l'ho adorato lungo tutto il percorso, tanto da svuotare il bottiglino in poco tempo.

L'Angelo invece è un profumo giocato su incenso e cacao, ingentiliti da note di fava tonka ed iris. L'idea dell'incenso associato a note gourmand non è nuova, penso all'Orpheline di Lutens o al suo progenitore illustre, il Passage d'Enfer dell'Artisan Parfumeur, due incensi muschiati affiancati da pepe nero e note dolci. Entrambi però sono soffici come piumine che accarezzano la pelle, mentre qui la sensazione non è quella di morbidezza, ma di luminosità. Delle ali non vengono evocate le piume che le compongono ma il loro volo, bianchissimo, abbagliante, contro un cielo terso.
Sia L'Ossido che L'Angelo mostrano il tentativo di bilanciare sensazioni diverse, di armonizzare la dualità trovando un punto d'incontro che soddisfi entrambi i poli. E' una prospettiva che le rende interessanti per tutta la loro durata. Inoltre possiedono una delicatezza davvero inusuale e affascinante, dove per delicatezza non intendo che la fragranza non si sente, ma come la intendeva Roudnitska, cioè che è la mano ad essere delicata. Si proiettano poco, ma sono ben presenti. E questa è una caratteristica non così facile da trovare. Terza caratteristica, che mi è piaciuta molto, l'utilizzo di materie prime anche particolari, dosate molto bene, ed usate con un certo coraggio.

Mi è venuta voglia di fare quattro chiacchiere con lei, e ho iniziato chiedendole da quali fonti avesse imparato la composizione
Ho frequentato dei corsi a Parigi ma ho imparato quasi tutto da mio nonno, che ha lavorato tanti anni a Parigi. E poi, sono stati importanti i dieci anni di lavoro nell'Aromaterapia”.

Non sei l'unica, anche Vero Kern arriva dall'Aromaterapia, credo possa rappresentare un terreno fertile da cui trarre nuovi stimoli. Mi spieghi qualcosa della Risonanza? Mi hai scritto che L'Ossido e L'Angelo sono state sottoposte a questo trattamento
In pratica, le fragranze vengono tenute a macerare quaranta giorni in bidoni coperti di teli con i colori dell'arcobaleno, e di scritte quali “Amore, Armonia, Bellezza, Gioia” ecc. I liquidi -l'acqua, soprattutto- entrano in risonanza con questi concetti e alterano la loro struttura anche a livello fisico. Le molecole si dispongono in maniera diversa, più armoniosa. Chi ha letto i libri dello scienziato giapponese Masaru Emoto e ha visto le foto (qui), sa di cosa sto parlando.

Io li ho letti, e se gli effetti sono quelli che ho annusato nelle fragranze di Rossella, varrebbe davvero la pena approfondire quest'idea!

Se volete conoscerla, il suo negozio, L'O' Profumo, è a Firenze: oltre a tanti marchi di profumeria artistica troverete tutta la linea di profumi fatti da lei!
(foto da FoodMag)

L'Ossido and L'Angelo (Rossella Gatti - L'O Profumo 2017)

When Rossella Gatti contacted me in order to send me her last two creations named "L'Ossido" and "L'Angelo" I didn't know anything about her and her line L'O Profumo" (website here). However, I liked them both so much that now I'm obsessed with the idea of smelling all the others.


L'Ossido (Oxide) is inspired by the smell of rust. That is, the rust that is at her home, because rust, in my house, unfortunately, smells differently. This one smells of cold spices, helycrisum, galbanum, incense, lavender and a curious note of roasted sesame that I did not know. All this bright, cold, dry, herbaceous accord, complements a magnificent rose oxide note, with its rosy, pungent metallic brightness and the geranium aspect. This note, which is rather difficult to tame, is perfectly balanced to take the center of the stage without altering everything else, and what's more, leads the whole accord to a higher octave. The result is an original, unusual fragrance: cold, metallic, bright, dry and intensely green, with great charm and even greater persistence (this is an eau de parfum, but as intense as an extract). Towards the end, when the spices, galbanum and oxide run out, there remains the helycrisum-incense duo, sweetened by some slightly gourmand notes. I loved this perfume all along the way, so much to empty the bottle in few tries.
L'Angelo (The Angel) is a perfume played on an incense/cocoa accord, enveloped by notes of tonka bean and iris. The idea of incense associated with gourmand notes is not new, I think of L'Orpheline (Lutens) or its illustrious progenitor, Passage d'Enfer (L'Artisan Parfumeur), two musked incenses married with black pepper and sweet notes.
But while the other two are as fluffy as a duvet caressing your skin, L'Angelo features more than softness, a crystal brightness. The Angel's wings do not evoke feathers but their flying, white, dazzling, against a clear sky.
Both L'Ossido and L'Angelo show an attempt to balance opposite sensations, harmonize duality by finding a meeting point between the poles. This perspective makes them interesting. They also feature a really unusual and fascinating delicacy -the Roudnitska meant it- that is, a light, fresh, delicate hand. They project enough, without overdoing. I liked very much the use of particular raw materials used with some courage.
If you want to know her, her line L'O 'Profumo, her shop is in Florence!
I called her to ask some questions:
Rossella, from what sources did you learn composition?
"I attended classes in Paris, but I've learned almost everything from my grandfather, who worked in Paris, and from ten years of work in Aromatherapy."

You're not the only one: Vero Kern, too, was an Aromatherapist, I think it can be a fertile ground for new stimuli. Tell me something about Resonance: you wrote to me that L'Ossido and L'Angelo have undergone this treatment.
"In practice, fragrances are kept for forty days in canvases covered with rainbow colors, and labels with terms like "Love”, “Harmony”, “Beauty”, “Joy "and so on. Liquids - water, above all - resonate with these concepts and alter their structure even on a physical level. The molecules fit in a different, more harmonious way and those who read the books by Japanese scientist Masaru Emoto (info here) know what I'm talking about."


I've read them, and if the effects are the ones I sniffed in Rossella's fragrances, it's really worth to deepen this idea!
(pic via Foodmag)