7 marzo 2017

Intervista a Luca Maffei (2/3)

 (l'intervista inizia qui)


Cos'è per te la Natura?
La Natura è il vertice dell'ispirazione. E' una sfida a replicarla. Quando lavoravo a Rose Taif di Perris Montecarlo (qui),  Gian Luca continuava a dirmi: ”Rendila vera! Voglio annusare il fiore vivo!”. Fu una sfida difficile ma il risultato mi soddisfa molto.
Invece, quando lavorai per il loro profumo Oud Imperial, l'indicazione di Gian Luca fu completamente diversa: aveva chiesto un vero oud orientale, così come lo indosserebbero i medio orientali: ovvero ricco, pesante, naturalmente legnoso e “sporco”, terroso. Più ci lavoravo più mi diceva “Sporcalo, sporcalo!”.

Quali materie prime ami particolarmente?
Legni e spezie mi piacciono molto.

Secondo te cosa serve per comporre buoni profumi?
Il 40% di studio, il 30% di esperienza, il 20% di passione, quella che ti fa cercare, studiare, progredire e il 10% è tutta quella sfera di emozioni, sentimenti, ricordi, e sintonia con il committente.

Sintonia con il committente?!?
Certo! Io sono una persona epidermica, se non c'è feeling “a pelle” con il committente, faccio più fatica a portare avanti il progetto!

Luca è un emotivo, vedo che cerca di essere chiaro, preciso e razionale mentre risponde alle mie domande, ma capisco benissimo che si emoziona nel darmi certe risposte, e che ha paura che quest'emozione possa trasparire e renderlo meno “autorevole”, meno “personaggio”.
"A chi fa il mio lavoro -più nell'industria che nella nicchia- viene chiesto di dimenticarsi di questa parte emotiva, sognatrice: deve essere più “democratico” e meno “sognatore”: prezzo, sillage, tenuta sono considerate più importanti dell'emozione che il profumo suscita."
Eppure quando l'emozione emerge, rende ogni cosa indimenticabile e il profumo non fa eccezione, no?

Per te il profumo è arte?
Oggi non saprei risponderti. Per quanto riguarda la profumeria del passato non ho dubbi: Guerlain, Coty, Caron erano come Degas e Monet, ma oggi la profumeria è cambiata parecchio, e mi pare si avvicini più al design che all'arte. Cioè, Alberto Morillas, Geza Schoen ecc, più che Mondrian o Tintoretto, io li vedo come Alvar Alto o Philip Starck!

Ci sono dei profumi che ti hanno convinto a fare il compositore?
Sì, ad esempio Polo Sport, il primo profumo che ho utilizzato e che mi piace ancora. Se qualcuno ce l'ha me ne accorgo a metri e metri di distanza! Poi Versace The Dreamer, che mi ha conquistato anche a causa di una originale surdose di salvia sclarea.
Anche Declaration di Cartier è un profumo che ho amato molto. Per quanto riguarda i femminili, adoro Coco di Chanel (mia madre lo usò per decenni!) e poi Insolence di Guerlain: lo trovo incredibilmente sexy e femminile!

(L'intervista continua qui)




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