20 settembre 2017

La Tuberosa è morta: viva la Tuberosa!

Io la tuberosa la amo.
Ne amo il lato sonoro, esagerato, fluorescente come un fenicottero fuxia in resina lucida a grandezza naturale. 

Ne amo la presenza teatrale, intensa, ipnotica, da Grande Seduttrice che non fa sconti né prigionieri. 

Ne amo il dandysmo estremo, la personalità eclettica.

Ne amo il gusto per la provocazione, la joie de vivre, le ore piccole, la mattina dopo.

La tuberosa è misteriosa, ribelle, selvaggia ed insieme profondamente tenera e materna
E' capace di carezzarti, abbracciarti, avvolgerti, confortarti, ma anche di stritolarti e risucchiarti l'anima.

Quando un marchio decide di cimentarsi con un profumo alla tuberosa è difficile che io mi faccia grandi aspettative, la maggior parte sono profumi anonimi che non prendono rischi: o la tuberosa non si sente quasi, o viene trattata in maniera molto convenzionale, come se se ne avesse paura. 
 Sono pochi i profumi che sono stati capaci di dire qualcosa della tuberosa in maniera originale, mantenendo inalterata la personalità di questo fiore: oltre al mio amato Fracas di Piguet, mi sono piaciuti Tubereuse e La Chasse aux Papillons dell'Artisan Parfumeur, Blu di Acampora, Amarige di Givenchy e Poison di Dior. 
Poi arrivarono Tubereuse Criminelle di Lutens e Carnal Flower di Frederic Malle, due profumi originali ed amatissimi da molte persone, che io però non riuscirei mai a portare. Mi infastidisce averli addosso perchè la mia idea di tuberosa, lì dentro, non c'è. 


Ma questo 2017 per me è stato eccezionale, tuberosamente parlando, e oggi ho ben quattro nuovi giocattoli da indossare: l'edp e l'estratto di Tubereuse Absolue di Perris Montecarlo, Nuit de Bakélite di Naomi Goodsir e Paloma y Raices di HomoElegans

Questi quattro profumi spingono l'idea della tuberosa in direzioni nuove, che mi sono piaciute da matti. 
Volete condividere con me il viaggio alla scoperta della nuova vita della tuberosa? (segue)

(La foto è presa dal sito di Naomi Goodsir)

Tuberose is dead: long live Tuberose!

I love tuberose.
I love its exaggerated, fluorescent, sound side, like a full-sized flamingo in pink resin. 
I love its theatrical, intense, hypnotic presence of Great Seductress. 
I love its extreme dandysm, the eclectic personality.
I love the taste for provocation, the joie de vivre, the small hours, the morning after.

Tuberose is mysterious, rebellious, wild and yet deeply tender, even maternal. It may caress you, hug you, wrap you up, comfort you, but also writhe you and suck your soul out.

When a brand decides to launch a tuberose scent, it is difficult for me to have great expectations: most are anonymous perfumes that don't take the risk: tuberose is hardly perceivable, or is treated in a very conventional way. 
Few fragrances have been able to say something of tuberose in an original way, while keeping unalterede the personality of this flower.
In addition to my beloved Fracas I found few other scents to honor this note in the way I like it: among them, Tubereuse and La Chasse aux Papillons by L'Artisan Parfumeur, Blu by Acampora, Givenchy's Amarige and Dior's Poison
Then came Tubereuse Criminelle by Lutens and Carnal Flower by Frederic Malle, two extraordinary scents, loved by many people, considered true perfumery masterpieces that I could never wear. I find them original, vibrant, visionary but ... deprived of my my idea of tuberose.

But 2017 is being an exceptional year, tuberose-ly speaking and now I have four brand new tuberose toys to play with: Perris' Tubereuse Absolue (edp and parfum), Nuit de Bakélite from Naomi Goodsir and Paloma y Raices from HomoElegans. 
These perfumes bring tuberose scents into new directions I love, and I can't wait to sharing them with you: will you join me in this journey? (follows)

Thanx Naomi Goodsir for the pic!


7 settembre 2017

Fleurs et Flammes - Antonio Alessandria, 2017

L'ultimo lavoro di Antonio Alessandria (sito qui), come suggerisce il nome Fleurs et Flammes, è un fuoco d'artificio di fiori. 
Sulla pelle femminile risulta già bello, ma ho l'impressione sia stato composto per omaggiare la pelle maschile. Sì, perchè questo bouquet fiorito, pur sontuoso e ricco, non di meno è sobrio, elegante, trattenuto, e sulla pelle maschile dà veramente il meglio di sé. Come se Antonio stesse cercando di dare una misura alla sua esuberanza compositiva, e nel fare questo, stesse raggiungendo un livello maggiore di astrazione
Detto così Fleurs et Flammes sembrerebbe un profumo concettuale e ”difficile”, ma non lo è: tutti i profumi di Antonio si caratterizzano per note ricche e corpose, textures soddisfacenti, quasi tattili, e questo non fa differenza. Però... Però ci sento una ricerca di quella linearità, di quella maggiore asciuttezza creativa -caratteristica rara ed affascinante- che caratterizza la famiglia degli chypre. 
Bergamotto, limone, rosa, giglio, fiori bianchi, legni, note muschiate compongono infatti uno dei pochi veri chypre moderni: luci e ombre, fuochi d'artificio e note umide e ombrose in un insieme asciutto, quasi mistico, di forte impatto. Il degno pronipote di una famiglia che era selvaggia ed affascinante come poche altre, e che oggi purtroppo viene bistrattata da profumini senz'anima, che di chypre hanno più poco. Per fortuna Antonio e pochi altri coraggiosi compositori ci danno qualcosa con cui consolarci.

Fleurs et Flammes è un'edp, e ha una durata di un paio d'ore; vi consiglio di spruzzare ed attendere un quarto d'ora perchè è dal cuore in poi che si sviluppa pienamente.

New from Antonio Alessandria: Fleurs et Flammes (2017)

Antonio Alessandria's last work, as the name suggest (Fleurs et Flammes means Flowers and Flames), is a fireworks of flowers, that bloom women's skin, but I have the impression they were made up to homage male skin. This flower bouquet, though sumptuous and rich, is no less sober, elegant, restrained, and on male skin really gives the best of itself. As if Antonio was trying to manage his compositional exuberance, and in doing so, he was reaching a higher level of abstraction. That said, Fleurs et Flammes would look like a conceptual and "difficult" perfume, but it is not: all Antonio's perfumes are characterized by rich and sophisticated notes, satisfactory textures, almost tactile, and this makes no difference. However... However I found a search for linearity, for a greater dryness, characterizing the chypre family.
Bergamot, lemon, rose, lily, white flowers, woods, musk notes make up one of the few real modern chypre: lights and shadows, fireworks and humid and shady notes in a cold, almost mystic fragrance of strong impact. Fleurs et Flammes is the great-grandson of a family fascinating like no other, now extinct, and with very few descendants.
The perfume is in EdP and lasts for a couple of hours; I advise you to spray and wait for a quarter of an hour because it is from the heart onwards that it fully develops its magic.

Pitti Immagine Fragranze 2017: che il salone abbia inizio!

Da venerdì 8 a domenica 10 settembre alla Stazione Leopolda di Firenze si svolgerà la quindicesima edizione di Pitti Immagine Fragranze, e io non vedo l'ora.  
Quest'anno il focus è sulla sostenibilità dell'industria profumiera, e vorrei riuscire a sentire almeno la conferenza di venerdì 8 su "Etica e sostenibilità nella nicchia". 
Sempre venerdì, per la rassegna RAW è previsto un talk a cura di Mane, sulle spezie.
Eppoi in serata andrò nella Chiesa di San Miniato a sentire Cristian Adjiumi e Filippo Sorcinelli che parlano di incenso.


Seguitemi qui sul blog e sulla mia pagina Facebook (cliccando qui)  per un resoconto in tempo reale di cosa sto annusando

Se volete saperne di più sull'esposizione e il suo programma, seguite questo link!





Pitti Immagine Fragranze #15!

From Friday 8th to Sunday 10th the 15th edition of Pitti Immagine Fragranze will take place at the Stazione Leopolda, and I look forward to it.  

This year's focus is on sustainability,  Friday 8th I'd like to attend the "Ethics and Susteinability in niche perfumery" conference.

In the RAW space (curated by MANE) an interesting talk on spices has been organized.
Follow me here on my blog and on my Facebook (click here)  for  real time insights and infos on what I'm smelling at the Exposition.

For deeper infos on Pitti Fragranze and the programme of scheduled events, you may follow this link!

5 settembre 2017

Superstitious (Ropion e Alber Elbaz per EdP Frederic Malle, 2017)

A me i fioriti aldeidati piacciono moltissimo. Ne indosso e ne ho indossati tanti, ognuno con la sua voce, con la sua personalità, con le sue differenze. Ma questo qui, proprio, non mi ha convinta. E mi dispiace dirlo.
Superstitious di Alber Elbaz per Frederic Malle è un profumo perfettamente eseguito e con discrete materie prime, ma se fosse uscito negli anni Settanta o Ottanta sarebbe stato corretto; oggi, secondo me è fuori tempo massimo. Dopo un avvio -5 minuti scarsi- veramente intriganti, tutto il resto è roba già sentita quarant'anni fa. 
Ho pensato che Elbaz, da bambino, avesse una mamma, una zia, nonna o qualcun altro che indossava fioriti aldeidati potenti e saponosi com'erano di moda allora. E che questi si siano impressi nella sua memoria così potentemente che quando si è ritrovato a comporre il “suo” profumo, ha finito per ricrearne una summa perfetta.
Note fiorite, acquatiche, fredde e verdi, associate a rosa, gelsomino e fiordarancio e ad una tonnellata di aldeidi, ovvero l'accordo ideale per tirare fuori quella sensazione pulita, fredda e saponosa tipica dei fioriti aldeidati un po' datati. L'ho indossato e mezza storia della profumeria mi è balzata addosso: dentro Superstitious emergono chiarissimi White Linen di Estèe Lauder (Grojsman, 1978), Eternity di Calvin Klein (Grojsman, 1988), Anais Anais di Cacharel (R. Pellegrino, 1978), più un accenno di Dioressence (G. Robert,1979) e Diorissimo (Roudnitska, 1956). Tutti profumi eccezionali, ma parecchio datati.

E' un vero peccato: Elbaz aveva Sua Maestà Ropion a disposizione e ha saputo chiedergli solo questo...  

Superstitious (Elbaz and Ropion for EdP Malle, 2017)

I love floral aldehydic fragrances. I've been wearing so many of them, with their different voices, personalities, differences. But this one, well, no. And I'm sorry to say so.
Superstitious, by Alber Elbaz and Dominique Ropion for Frederic Malle is a perfectly executed scent, but...it smells terribly agée. 

Had it been released in the 1970s or 1980s it would have been correct, but today it is simply out of time.
I imagine that Elbaz, as a child, had a mother, aunt, grandmother or someone else who was wearing powerful floral aldehydics so fashionable then. And that these have impressed Elbaz' memory so powerfully that when he was having his fragrance composed, he ended up recreating a perfect resumè.
Blossoming, water-like, cold and green notes associated with rose, jasmine and a ton of aldehydes feature the ideal accord to pull out that clean, cold, soapy sensation typical of vintage aldehydic florals. I wore it on skin, and half a history of perfume jumped on me.
Inside Superstitious you smell White Linen by Estèe Lauder (Grojsman, 1978), Eternity by Calvin Klein (Grojsman, 1988), Anais Anais by Cacharel (R. Pellegrino, 1978), a hint of Dioressence (G. Robert,1979) and Diorissimo (Roudnitska, 1956).


What a pity: Elbaz had His Majesty Ropion available for composing his fragrance, and he could only get this out...

1 settembre 2017

L'Ossido e L'Angelo (Rossella Gatti per L'O Profumo 2017)

Quando Rossella Gatti mi ha contattata per mandarmi le sue due ultime creazioni per la sua linea L'O' Profumo (sito qui), intitolate “L'Ossido” e “L'Angelo”, io non sapevo nulla di lei. Ma ora che ho provato le prime due sono ossessionata dall'idea di conoscere anche tutte le altre, mannaggia a lei!


Cominciamo dall'Ossido, che si ispira all'odore della ruggine. Cioè, della ruggine che c'è a casa sua, perchè la ruggine di casa mia, purtroppo, odora diversamente. Questa qui profuma di spezie fredde, elicriso, galbano, incenso, lavanda ed un curioso sentore di sesamo tostato che non conoscevo. Al centro di quest'accordo tutto giocato su sensazioni luminose, fredde, secche, agresti, si trova una magnifica nota di ossido di rosa, pungente, metallica, con solo una lievissima sensazione fiorita di tipo “geranio”. Questa nota, piuttosto difficile da addomesticare, qui è perfettamente dosata per prendere il centro del palco senza adombrare tutto il resto, anzi, per risuonare perfettamente con l'accordo di cui fa parte, portandolo ad un'ottava più alta. Il risultato è una fragranza parecchio originale: fredda, metallica, luminosissima, secca ed intensamente verde, dotata di grande fascino e ancora maggiore persistenza (si tratta di un'eau de parfum, ma dura come un estratto). 
Verso il finale, quando le spezie, il galbano e l'ossido si esauriscono, rimane un incenso-elicriso sottile, secco, addolcito da qualche nota lievemente gourmand. Io l'ho adorato lungo tutto il percorso, tanto da svuotare il bottiglino in poco tempo.

L'Angelo invece è un profumo giocato su incenso e cacao, ingentiliti da note di fava tonka ed iris. L'idea dell'incenso associato a note gourmand non è nuova, penso all'Orpheline di Lutens o al suo progenitore illustre, il Passage d'Enfer dell'Artisan Parfumeur, due incensi muschiati affiancati da pepe nero e note dolci. Entrambi però sono soffici come piumine che accarezzano la pelle, mentre qui la sensazione non è quella di morbidezza, ma di luminosità. Delle ali non vengono evocate le piume che le compongono ma il loro volo, bianchissimo, abbagliante, contro un cielo terso.
Sia L'Ossido che L'Angelo mostrano il tentativo di bilanciare sensazioni diverse, di armonizzare la dualità trovando un punto d'incontro che soddisfi entrambi i poli. E' una prospettiva che le rende interessanti per tutta la loro durata. Inoltre possiedono una delicatezza davvero inusuale e affascinante, dove per delicatezza non intendo che la fragranza non si sente, ma come la intendeva Roudnitska, cioè che è la mano ad essere delicata. Si proiettano poco, ma sono ben presenti. E questa è una caratteristica non così facile da trovare. Terza caratteristica, che mi è piaciuta molto, l'utilizzo di materie prime anche particolari, dosate molto bene, ed usate con un certo coraggio.

Mi è venuta voglia di fare quattro chiacchiere con lei, e ho iniziato chiedendole da quali fonti avesse imparato la composizione
Ho frequentato dei corsi a Parigi ma ho imparato quasi tutto da mio nonno, che ha lavorato tanti anni a Parigi. E poi, sono stati importanti i dieci anni di lavoro nell'Aromaterapia”.

Non sei l'unica, anche Vero Kern arriva dall'Aromaterapia, credo possa rappresentare un terreno fertile da cui trarre nuovi stimoli. Mi spieghi qualcosa della Risonanza? Mi hai scritto che L'Ossido e L'Angelo sono state sottoposte a questo trattamento
In pratica, le fragranze vengono tenute a macerare quaranta giorni in bidoni coperti di teli con i colori dell'arcobaleno, e di scritte quali “Amore, Armonia, Bellezza, Gioia” ecc. I liquidi -l'acqua, soprattutto- entrano in risonanza con questi concetti e alterano la loro struttura anche a livello fisico. Le molecole si dispongono in maniera diversa, più armoniosa. Chi ha letto i libri dello scienziato giapponese Masaru Emoto e ha visto le foto (qui), sa di cosa sto parlando.

Io li ho letti, e se gli effetti sono quelli che ho annusato nelle fragranze di Rossella, varrebbe davvero la pena approfondire quest'idea!

Se volete conoscerla, il suo negozio, L'O' Profumo, è a Firenze: oltre a tanti marchi di profumeria artistica troverete tutta la linea di profumi fatti da lei!
(foto da FoodMag)

L'Ossido and L'Angelo (Rossella Gatti - L'O Profumo 2017)

When Rossella Gatti contacted me in order to send me her last two creations named "L'Ossido" and "L'Angelo" I didn't know anything about her and her line L'O Profumo" (website here). However, I liked them both so much that now I'm obsessed with the idea of smelling all the others.


L'Ossido (Oxide) is inspired by the smell of rust. That is, the rust that is at her home, because rust, in my house, unfortunately, smells differently. This one smells of cold spices, helycrisum, galbanum, incense, lavender and a curious note of roasted sesame that I did not know. All this bright, cold, dry, herbaceous accord, complements a magnificent rose oxide note, with its rosy, pungent metallic brightness and the geranium aspect. This note, which is rather difficult to tame, is perfectly balanced to take the center of the stage without altering everything else, and what's more, leads the whole accord to a higher octave. The result is an original, unusual fragrance: cold, metallic, bright, dry and intensely green, with great charm and even greater persistence (this is an eau de parfum, but as intense as an extract). Towards the end, when the spices, galbanum and oxide run out, there remains the helycrisum-incense duo, sweetened by some slightly gourmand notes. I loved this perfume all along the way, so much to empty the bottle in few tries.
L'Angelo (The Angel) is a perfume played on an incense/cocoa accord, enveloped by notes of tonka bean and iris. The idea of incense associated with gourmand notes is not new, I think of L'Orpheline (Lutens) or its illustrious progenitor, Passage d'Enfer (L'Artisan Parfumeur), two musked incenses married with black pepper and sweet notes.
But while the other two are as fluffy as a duvet caressing your skin, L'Angelo features more than softness, a crystal brightness. The Angel's wings do not evoke feathers but their flying, white, dazzling, against a clear sky.
Both L'Ossido and L'Angelo show an attempt to balance opposite sensations, harmonize duality by finding a meeting point between the poles. This perspective makes them interesting. They also feature a really unusual and fascinating delicacy -the Roudnitska meant it- that is, a light, fresh, delicate hand. They project enough, without overdoing. I liked very much the use of particular raw materials used with some courage.
If you want to know her, her line L'O 'Profumo, her shop is in Florence!
I called her to ask some questions:
Rossella, from what sources did you learn composition?
"I attended classes in Paris, but I've learned almost everything from my grandfather, who worked in Paris, and from ten years of work in Aromatherapy."

You're not the only one: Vero Kern, too, was an Aromatherapist, I think it can be a fertile ground for new stimuli. Tell me something about Resonance: you wrote to me that L'Ossido and L'Angelo have undergone this treatment.
"In practice, fragrances are kept for forty days in canvases covered with rainbow colors, and labels with terms like "Love”, “Harmony”, “Beauty”, “Joy "and so on. Liquids - water, above all - resonate with these concepts and alter their structure even on a physical level. The molecules fit in a different, more harmonious way and those who read the books by Japanese scientist Masaru Emoto (info here) know what I'm talking about."


I've read them, and if the effects are the ones I sniffed in Rossella's fragrances, it's really worth to deepen this idea!
(pic via Foodmag)

22 agosto 2017

Uer Mì: OR Cashmire e OR White (C. Zarokian, 2017)

Ovvero, dell'ambra, sull'ambra e intorno all'ambra.
L'ambra è stato il mio primo amore, quello che mi ha introdotta alla profumeria artistica, attraverso l'Ambra di Etro e l'Ambre di Reminiscence. 
Quindi una fragranza come OR Cashmere di Uer Mì (sito qui) non poteva non piacermi, è tutto ciò che un ambrato dovrebbe essere: opulento, caldo, sfaccettato, secco, speziato, gourmand, assolutamente esotico e, insieme, anche carezzevole e rassicurante. Più che un profumo, una coccola, che si indossa per proprio piacere personale. Apre con cardamomo, cannella, timo ed una nota secca e croccante di nocciola, che compongono un accordo di testa secco e pungente, speziato e agreste. Benzoino, cisto labdano, ambra grigia, patchouli, sandalo e vaniglia compongono la base ambrata, di grande eleganza e compostezza. Un lieve accenno di rum gli offre quel pizzico di vivacità che lo rende più moderno. Elegante, perfettamente eseguito, dritto sul punto, mi ha ricordato un micio sornione che fa le fusa sulla pelle nuda. A volte, non c'è davvero bisogno di niente di più, per sentirsi bene con sè stessi.
Anche OR White è un ambrato, ma va in una direzione completamente diversa: lo definirei un ambrato postmoderno; e mi è piaciuto, se possibile, ancora di più.
L'apertura di agrumi, cannella, coriandolo e note fruttate introduce subito una dolcezza vellutata e calda, opaca, molto moderna, senza derive zuccherine, che prosegue nel cuore di gelsomino e legni e resine liquorose. L'iris e la fava tonka aggiungono un che di polveroso, mentre i muschi bianchi apportano un sottotono “gomma” che corre lungo tutta la fragranza e la rende più astratta rispetto a OR Cashmere, più immediatamente contemporanea.
Entrambi i profumi sono perfetti sia su pelle maschile che femminile; sono edp e durano a lungo: OR White addirittura diverse ore.

In entrambi i casi la compositrice è Cécile Zarokian, che sta dimostrando una versatilità davvero notevole, degna di compositori con molti più anni di esperienza: suo è anche l'avveniristico OR Ange, un agrumato cyberspaziale che vi invito a provare (ne avevo parlato qui) , perchè lascia a bocca aperta (sto ancora cercando una definizione migliore e non riesco a trovarla!).

OR Cashmere and OR White (C. Zarokian for Uer Mì, 2017)

That is: amber, on amber and about amber.
Amber was my first love, the one that introduced me to artistic perfume, through Etro's Ambra and Ambre by Reminiscence. So a fragrance like OR Cashmere by Uer Mì (website here) could only please me, it's everything amber should be: opulent, warm, faceted, dry, spicy, gourmand, absolutely exotic and, together, caressing and reassuring. More than a scent, a self-pampering act of pleasure. It opens with cardamom, cinnamon, thymus and crunchy hazelnut note, which make up a dry, pungent, spicy and outdoorsy top accord. Benjoin, cistus labdanum, grey amber, patchouli, sandalwood and vanilla build up an amber base of great elegance and balance. A mild hint of rum offers a pinch of livelyhood that makes it more modern. Elegant, perfectly executed, straight on the spot, it reminded me of a cat purring on naked skin. Sometimes, there is really no need for anything more, to feel good about ourselves.
OR White, too, is about amber, but goes in a completely different direction: I would call it a postmodern amber; and I liked it, if possible, even more.
The opening of citrus, cinnamon, coriander and fruity notes introduce a velvety, opaque, very modern warm sweetness with no sugariness, continuing in the heart with jasmine, woods and liquory resins. Orris and tonka bean add powderiness, while white musks play a subtle "rubber" side that runs along the whole fragrance and makes it more abstract than OR Cashmere, more immediately contemporary.
Both perfumes are perfect on both male and female skin; they're EDPs and last for a long time: OR White several hours and OR Cashmere even more.
In both cases, the composer is Cécile Zarokian, who is showing a remarkable versatility, worthy of composers with many more years of experience: she also authored the futuristic OR Ange, a cyberspace citrus that I invite you to try, because it's really amazing (I'm still looking for a better definition for it and I can not find it!)

18 agosto 2017

Prada: Miu Miu l'Eau Bleue (Daniela Andrier, 2016)

Qualche volta, il Dio Profumo ti concede dei doni inaspettati. A volte hanno un carattere strano, difficile, sembrano tenerti alla larga... Però come li annusi capisci che c'è qualcosa, lì dentro. Non riesci a capire cos'è e continui a batterci il naso finchè non finisci per innamorartene, tuo malgrado, ancor prima che la risposta arrivi.
Miu Miu L'Eau Bleue è un profumo fiorito fresco, a base mughetto. Io, che il mughetto lo detesto, io che i fioriti primaverili mi fanno storcere il naso, sono caduta come una pera cotta di fronte a questa strana creatura vestita di seta azzurra che canta con la voce di Kim Carnes (se non sapete chi è cliccate qui). 
Mughetto, rosa, note verdi, gelsomino, hedione, muschio bianco ed una nota a me sconosciuta chiamata akigalawood costruiscono un insolito profumo freddo, secchissimo, amaro, luminoso, potente, scostante come pochi altri. E coraggioso: in un'epoca di profumi fioriti, dolci, tutti lustrini e paillettes, questo parla un'altra lingua. Miu Miu L'Eau Bleue possiede tutta la strana eccentricità un po' folle, divertita e tremendamente chic della couture Prada. E quando un profumo rispecchia i valori del suo marchio per me è qualcosa che va sottolineato.
La cosa incredibile è che l'intensità di questa fragranza cresce col passare del tempo, e dopo tre ore dallo spruzzo ti ritrovi avvolto da una nuvola olfattiva più potente ed interessante rispetto all'inizio. Forse è merito di questo misterioso akigalawood, che andrò senz'altro a cercare quanto prima.


Daniela Andrier, la sua creatrice, è una vera Maestra della profumeria che io ammiro da molto tempo: creativa, audace, capace di lavori astratti come questo (o come Marni, uno dei pochi femminili interessanti usciti negli ultimi anni), persino al limite dell'indossabilità, ma anche di profumi esilaranti ed immediatamente piacevoli. I suoi lavori per Prada costituiscono un manuale di tutte le sfumature con cui i profumi possono parlare alle persone. Non se ne parla abbastanza, né con abbastanza ammirazione, di questa creatrice straordinaria.

Miu Miu l'Eau Bleue (Daniela Andrier for Prada, 2016)

Sometimes, the Perfume God gives you unexpected gifts. Sometimes they have a strange, difficult character, they seem to hold you wide... But since the first sniff you know there's something inside. You can not understand what it is and go on slamming your nose on it until you end up falling in love with it, even before the answer comes.
Miu Miu L'Eau Bleue is a fresh floral fragrance, based on lily of the valley. I kindly detest this note, and spring-y, blooming scents make me wrink, but well, I completely fell for this strange creature dressed in a pale blue silk gown singing with Kim Carnes's voice (if you don't know her,  click here and listen). 
Lily of the valley, rose, green notes, jasmine, hedione, white musk and a strange note called akigalawood create an unexpected cold, bitter, extra-dry, luminous, powerful, scent, standoffish like just few others. And brave, too: in an era of floral, sugary, overly musky, glitter-and-sequins perfumes, this one speaks another language. Miu Miu L'Eau Bleue features all the strange, funny, incredibly chic eccentricity of Prada Couture. And when a perfume reflects the values of its brand I feel the need to emphasize it.
The amazing thing is that the intensity of this fragrance grows over time, and after four-five  hours of spraying you find yourself wrapped up by a more powerful and interesting olfactory cloud than at the beginning. Perhaps it's due to this mysterious akigalawood, which I will definitely look for as soon as possible.


Daniela Andrier, the scent's creator, is a Master Perfumer I've been admiring for a long time: creative, bold, capable of abstract works like this (or Marni, one of the few feminines worthy of note in recent years), even close to unwearability, but also of exhilarating and immediately pleasant scents. Her works for Prada are a handbook of all the nuances with which scents can speak to people. There is not enough talk, or with enough admiration, about this extraordinary creator.

15 agosto 2017

Naja (Vero.profumo, 2017)

Nelle intenzioni di Vero Kern, compositrice svizzera capace di emozionarmi come pochi altri, il suo nuovo profumo Naja doveva rappresentare l'archetipo del serpente. Anzi, del Cobra reale. Il Cobra come emissario della Terra, del suo calore, della sua forza primitiva e trascinante, del potere di dare e togliere la vita. Naja come personificazione della saggezza degli sciamani, della loro conoscenza del ciclo delle anime. Naja come le spire che ti avvolgono, l'ipnosi dello sguardo, il buio della tana nascosta. Persino io, che aborro i serpenti, ne sono rimasta affascinata! 

Naja -il profumo- mi ha riportato alla mente alcuni grandi classici del passato-molto-passato, accomunati da una nota tabacco di grande morbidezza: Habanita di Molinard, Tabac Blond di Caron, e sopra tutti lo splendido Scandal di Lanvin. Ma anche l'Ambre Antique di Coty, Zibeline di Weil e alcuni vecchi Lentheric. Insomma, il meglio del meglio tra i progenitori dei profumi al tabacco. 
Perchè la vera maestria di Vero, quel che la rende così speciale, è la capacità di assorbire le lezioni della grande profumeria classica, farle proprie e riproporle in maniera personale e moderna, completamente originale, senza che sembrino datate. Non lo sa fare nessun altro, e io mi inchino davanti al suo talento.
Il suo Naja si scioglie letteralmente sulla pelle di chi lo indossa con una sensazione di “aura profumata” difficilissima da ottenere: in effetti non senti il profumo come entità a sè, piuttosto, percepisci chi lo indossa come soffuso di una delicata aura dorata molto intrigante. 
Naja dura un'eternità, avvolgente come una carezza, elegante come un paio di guanti preziosi. E' costruito intorno all'accordo pelle, arricchito e arrotondato dall'osmanto e dalla sua incredibile sfaccettatura albicocca, e da note di miele e tiglio che lo rendono tenero e polveroso. Tutto qui. 
Semplice, no?
No, dentro c'è molto di più.
C'è una saggezza ancestrale, quella degli sciamani che sanno come redimere i conflitti tra due mondi, c'è una tonnellata di amore materno, di quello che ti abbraccia senza costringerti, e ci sono lunghi discorsi davanti al fuoco: parole sussurrate, pelle su pelle, occhi negli occhi, un sospiro dietro l'altro fino all'alba.


Ecco, alla fine, è di questo, che dovrebbero parlare i profumi secondo me…

Sito di Vero.profumo: qui



New from Vero,profumo: Naja (2017)

In Vero Kern's intentions (a composer who is able to enchant me as very few others), her new scent Naja had to represent the archetype of the snake. Of Cobra, to be precise.
Cobra as Earth's emissary, embodying its warmth, its primitive and dragging force, the power to give and take life. Naja is shamans' wisdom, the knowledge of the cycle of souls. Naja is the twists surrounding you, the hypnothic look, the darkness of the hidden den.
This perfume reminded me of some masterpieces of the past -very much past- featuring a warm, soft tobacco note: Molinard's Habanita, Caron's Tabac Blond and above all Lanvin's marvelous Scandal. But also Coty's Ambre Antique, Weil's Zibeline and some Lentheric. That is, half a  dozen tobacco scents' ancestors. The best of the best.
Because Vero's true skill, which makes her so special and unique, is her ability to absorb the lessons of classical perfumery, master them in her personal way and re-work them with her contemporary, original voice, avoiding the “outdated” feel. No one else is able to do it, and I bow at her talent.
Her new Naja literally melts with the wearer's skin with that “perfumed aura” feeling so rare to be achieved, and lasts forever, enveloping like a caress, as elegant as a pair of precious gloves.
It is built around a leather accord, enriched and rounded up by osmanthus with its incredible apricot facet, and hints of honey and linden, giving it a tender and powdery direction. That's all. Simple, right?
But inside, much more than this is happening. 
There is an ancestral wisdom, that of shamans who know how to redeem conflicts between worlds, there is a ton of maternal love, embracing you without forcing you, and above all there are long, murmured speeches in front of the fire, skin on skin, eyes in the eyes, one sigh after another until dawn.

Well, isn't this stuff perfumes should be about?

Veroprofumo website here

11 agosto 2017

1001 (Luca Maffei per Nobile 1942)

Il nuovo lavoro di Luca Maffei per Nobile 1942 (sito qui) mi è piaciuto subito, al primo sniffo. Mi ha incantata la sensazione di freschezza che rimane per ore addosso, e che non è facile far durare così a lungo. Merito di un accordo riuscitissimo tra bergamotto, pepe rosa, zenzero, papiro, elemì ed incenso, ovvero note fresche, luminose, secche, verdi, che lavorano insieme creando un filo metallico che lega testa, cuore e coda e rende la fragranza coerente dall'inizio alla fine. Molto piacevole e ben orchestrato. 
Ma il profumo non è tutto lì. 
A renderlo più coinvolgente c'è una corrente calda, morbida, voluttuosa composta da curcuma, rosa, patchouli e legno di sandalo che soffiano sotto alla composizione un respiro caldo, esotico, piuttosto sensuale, che serve tanto a far risaltare la freschezza delle altre note, quanto a dare corpo e rotondità a tutta la fragranza. Riuscire a far stare dentro un profumo tutta questa roba contrastante senza cadere nel caos più totale non dev'essere stato semplice, ma Luca ci è riuscito benissimo: il risultato è complesso e sfaccettato, ricco, affascinante dall'inizio alla fine, esattamente come le Mille e Una fiaba che la mitica Sheherazade raccontava ogni notte al Re Shahriyar per salvarsi la vita. Ed esattamente come le sue fiabe, godibilissimo da un pubblico maschile quanto femminile.
1001 ha una proiezione abbastanza buona, senza strafare, e dura qualche ora. Su pelle e su tessuto esce in maniera abbastanza diversa: il tessuto enfatizza le note fresche, su pelle la fragranza risulta più completa.

Se Stefania Giannino, Direttore Creativo di Nobile 1942, aveva intenzione aprire una nuova strada per il suo marchio, direi che la direzione scelta è a dir poco entusiasmante!  

New from Nobile 1942: 1001

I liked 1001, Luca Maffei's new work for Nobile 1942 (website here) at first sniff. I was charmed by its intense freshness, holding on skin for hours, which is not an easy result to obtain. It is due to a bright, dry, green accord of bergamot, pink pepper, ginger, papyrus, elemì and incense that work together creating a wire binding top, heart and base and making the fragrance subsequent in all its lifetime. Very pleasant and well orchestrated. 
But the perfume is not all there. 
To make it more engaging a soft, voluptuous undercurrent was introduced, consisting of turmeric, rose, patchouli and sandalwood, melting into each other and blowing a warm, exotic, rather sensual breath, which helps bring out the freshness of the other notes and give body and roundness to the whole fragrance. 
I bet it was not easy to introduce all this opposing materials in the same scent without transforming it into a total chaos, but Luca has accomplished this task successfully: the result is complex and multifaceted, rich, fascinating from start to finish, just like the Thousand and One Tales that mythical heroine Sheherazade used to tell every night to King Shahriyar to save her life. 
And just like her tales, fully enjoyable both by male and female audience.
1001 has a pretty good projection, without overdoing, and lasts a few hours. On skin and fabric comes out quite differently: fabric emphasizes the fresher notes, on skin the fragrance is more complete.
If Stefania Giannino, Creative Director of Nobile 1942, was planning to start a new path for her brand, I would say the chosen  direction is at least exciting!


24 maggio 2017

B&B allo Smell Festival: -4 ai festeggiamenti!

Oggi, mercoledì 24, ha inizio a Bologna lo Smell Festival: quattro giorni di incontri, arte, spettacoli, conferenze e degustazioni, tutte all'insegna del'olfatto. 
Da anni Francesca Faruolo, fondatrice e animatrice del festival, si sforza di portare la discussione e la condivisione sull'estetica delle fragranze ad un livello sempre più alto, proponendo stimoli diversi ed interessanti. Io sarò lì domenica 28 alle 12, presso il Museo Internazionale e Biblioteca della Musica, a festeggiare i dieci anni di Bergamotto e Benzoino, e a raccontarvi come si è evoluta la comunicazione del profumo in rete in questi dieci anni.  Programma qui . 
AGGIORNAMENTO
E' stato un evento bellissimo, mi è piaciuto tanto rivivere questi dieci anni con voi! Dieci anni di parole  profumi, con amici come Cristian Cavagna, (Adjiumi) che mi è stato accanto e con me ha ripercorso questo lungo tratto di vita insieme.
Un grande grazie a Francesca Faruolo e a tutti gli organizzatori dello Smell Festival per questa meravigliosa esperienza.





8 maggio 2017

28° Premio Accademia del Profumo

Mercoledì 3 maggio si è svolta la premiazione della 28esima edizione del Premio Accademia del Profumo (ne avevo già parlato qui in quanto partecipante alla Giuria Tecnica).
Finalmente sono stati rivelati i profumi vincitori!



Se volete saperne di più potete visitare il sito di Accademia del Profumo, qui).
Aurelien Guichard ha fatto una doppietta, aggiudicandosi sia il Miglior Profumo Donna con Narciso Eau de Parfum Poudrèe (che ricordo di aver votato con gioia -avrei alzato due mani, non una- perchè mi piace veramente tanto) che la miglior creazione olfattiva con Want Pink Ginger (DSquared2). 
Nella foto qui sotto è a destra, e ritira il premio insieme al team di Shiseido Group Italy e Luciano Bertinelli, il Presidente di Accademia

Nella foto sotto invece  Olivier Polge ritira la menzione speciale per Chanel N.5 L'Eau, tra Giorgia Surina (la presentatrice della serata) e Luciano Bertinelli.






















Nella foto sotto, un momento della cena.







E ora, inizia il viaggio per l'edizione n.29!

(Foto Accademia)




Che odore ha la tua scrittura?

Martedì 9 maggio sulla terrazza dell'ex Hotel Miramare (Genova)  si svolgerà l'aperitivo letterario "Che odore ha la tua scrittura?Ospiti dell'incontro saranno gli scrittori genovesi Ester Armanino (Storia Naturale di una Famiglia, Einaudi) e Simone Leoncini (La Posta in Gioco, Robin Editore), con cui parleremo di storie: raccontate attraverso le parole o le note olfattive. Io modererò l'incontro e proverò a riflettere insieme agli autori sulla possibilità che anche la scrittura abbia un odore personale.
L'aperitivo, organizzato da Nobile1942 avrà luogo dalle 18 in poi; l'ex Hotel Miramare è in Via Pagano Doria 1 (lato Stazione Principe). Sarò l'occasione per annusare, per chi non lo conosce, il nuovo profumo di Nobile 1942 dal nome 1001!
Ingresso 10 euro.
Vi aspetto!

22 marzo 2017

Esxence 2017: -1 al via!

Ci siamo! 
Domani, giovedì' 23 marzo, si aprono le porte della nona edizione di  Esxence, il salone della profumeria d'Eccellenza (sito, indirizzo e tutte le info: qui), che quest'anno avrà come tema "The Garden of Eden" (il Giardino dell'Eden).
Io ovviamente ci vado: giovedì e venerdì, e forse anche sabato mattina. 
Non vedo l'ora di poter annusare le novità di alcuni marchi, di rivedere un po' di amici, di conoscere realtà nuove e soprattutto di festeggiare i successi della profumeria italiana, che in questo momento sta esprimendo veramente l'eccellenza della profumeria, con compositori e brands amati e ricercatissimi in tutto il mondo.
Da domani vi aggiornerò in tempo reale, anche sulla mia nuova pagina Facebook

21 marzo 2017

Prima Giornata Nazionale del Profumo

Oggi, 21 marzo è la prima Giornata Nazionale del Profumo, indetta dall'Accademia del Profumo. Triplo urrah per l'Accademia, era ora che qualcuno pensasse ad istituirla!!!

Festeggiatela profumandovi tantissimo (io oggi indosserò l'Eau Parfumèe au The Bleu di Bulgari) e seguendo questo link  qui che vi porterà sulla pagina del sito di Acacdemia del Profumo. Lì potrete votare le foto più belle legate al tema profumo, e leggere le Memorie profumate di alcune blogger/scrittrici e giornaliste (… tra cui anche le mie!).

Buona giornata del Profumo a  tutti!

14 marzo 2017

Intervista a Luca Maffei (3/3)

(quest'intervista inizia qui)

In Atelier Fragranze (qui), Luca lavora accanto a Maurizio Cerizza, uno dei maggiori compositori italiani, autore di molte fragranze di successo (primo da destra nella foto qui accanto, presa dal loro sito). Ti capita spesso di lavorare a quattro mani con Maurizio?
Sì, è successo molte volte ed è un arricchimento. Lavorare in due permette di approcciare un progetto da due punti di vista diversi, e il progetto ne guadagna.


Cosa pensi della nuova tendenza che ha moltiplicato esponenzialmente i lanci cosiddetti “artistici” e la nascita di decine di marchi “di nicchia”?
La profumeria artistica sta vivendo una vera e propria bolla, con l'accelerarsi vertiginoso della richiesta. Tutti vorrebbero lanciare il nuovo Mitsouko o Fahrenheit, ma accelerare i tempi di composizione, e produrre 600 profumi “di nicchia” l'anno significa anche ridurre il tempo vitale di un profumo, che dopo 4-5 anni viene già ritirato dal mercato. Magari quel profumo era costato tanta fatica al compositore, magari era bello, strano, originale... ma in un mondo velocissimo questo non conta, viene ritirato lo stesso. Pensare che mia madre ha indossato Mitsouko per trent'anni!
Ma la bolla della nicchia ha anche fatto aumentare l'attenzione sul profumo, e questo è un bene. Anche  la competenza del committente è in aumento. Chi mi chiede una fragranza, perlopiù ha le idee chiare su cosa desidera.




Ci sono progetti di cui vai più fiero?
Io cerco di dare il massimo in ogni progetto a cui lavoro, quindi mi sento orgoglioso di tutto quello che ho fatto finora.

Luca, cosa ti dà piacere nella vita?
Potenzialmente tutto quello che mi sorprende e mi emoziona: una serata piacevole, una buona cena, un viaggio in una città che non conosco.

Rimarrei volentieri a chiacchierare ancora con Luca, ma l'ora e mezza che ci siamo regalati è già finita e io devo, a malincuore, lasciarlo al suo lavoro. Lo vedrò senz'altro ad Esxence, dove alcuni brands, italiani e non, presenteranno i profumi su cui lui ha lavorato negli ultimi mesi. 
Intanto grazie Luca per il tempo che mi hai dedicato e in bocca al lupo per tutto!!!

7 marzo 2017

Intervista a Luca Maffei (2/3)

 (l'intervista inizia qui)


Cos'è per te la Natura?
La Natura è il vertice dell'ispirazione. E' una sfida a replicarla. Quando lavoravo a Rose Taif di Perris Montecarlo (qui),  Gian Luca continuava a dirmi: ”Rendila vera! Voglio annusare il fiore vivo!”. Fu una sfida difficile ma il risultato mi soddisfa molto.
Invece, quando lavorai per il loro profumo Oud Imperial, l'indicazione di Gian Luca fu completamente diversa: aveva chiesto un vero oud orientale, così come lo indosserebbero i medio orientali: ovvero ricco, pesante, naturalmente legnoso e “sporco”, terroso. Più ci lavoravo più mi diceva “Sporcalo, sporcalo!”.

Quali materie prime ami particolarmente?
Legni e spezie mi piacciono molto.

Secondo te cosa serve per comporre buoni profumi?
Il 40% di studio, il 30% di esperienza, il 20% di passione, quella che ti fa cercare, studiare, progredire e il 10% è tutta quella sfera di emozioni, sentimenti, ricordi, e sintonia con il committente.

Sintonia con il committente?!?
Certo! Io sono una persona epidermica, se non c'è feeling “a pelle” con il committente, faccio più fatica a portare avanti il progetto!

Luca è un emotivo, vedo che cerca di essere chiaro, preciso e razionale mentre risponde alle mie domande, ma capisco benissimo che si emoziona nel darmi certe risposte, e che ha paura che quest'emozione possa trasparire e renderlo meno “autorevole”, meno “personaggio”.
"A chi fa il mio lavoro -più nell'industria che nella nicchia- viene chiesto di dimenticarsi di questa parte emotiva, sognatrice: deve essere più “democratico” e meno “sognatore”: prezzo, sillage, tenuta sono considerate più importanti dell'emozione che il profumo suscita."
Eppure quando l'emozione emerge, rende ogni cosa indimenticabile e il profumo non fa eccezione, no?

Per te il profumo è arte?
Oggi non saprei risponderti. Per quanto riguarda la profumeria del passato non ho dubbi: Guerlain, Coty, Caron erano come Degas e Monet, ma oggi la profumeria è cambiata parecchio, e mi pare si avvicini più al design che all'arte. Cioè, Alberto Morillas, Geza Schoen ecc, più che Mondrian o Tintoretto, io li vedo come Alvar Alto o Philip Starck!

Ci sono dei profumi che ti hanno convinto a fare il compositore?
Sì, ad esempio Polo Sport, il primo profumo che ho utilizzato e che mi piace ancora. Se qualcuno ce l'ha me ne accorgo a metri e metri di distanza! Poi Versace The Dreamer, che mi ha conquistato anche a causa di una originale surdose di salvia sclarea.
Anche Declaration di Cartier è un profumo che ho amato molto. Per quanto riguarda i femminili, adoro Coco di Chanel (mia madre lo usò per decenni!) e poi Insolence di Guerlain: lo trovo incredibilmente sexy e femminile!

(L'intervista continua qui)




1 marzo 2017

Atelier di Profumeria "L'Elisir d'Amore" dedicato a Lele Luzzati

In occasione della messa in scena dell’opera “L’elisir d’amore” di Gaetano Donizetti in programma al Teatro Carlo Felice di Genova (19-28 marzo) sono previste attività laboratoriali sia presso il Museo Luzzati sia presso il Teatro. Domenica 12 marzo ore 10.00-13.00 c/o Museo Luzzati a Porta Siberia, Atelier di composizione Olfattiva “ELISIR D’AMORE” con Marika Vecchiattini

Il Laboratorio dura circa tre ore; nella prima parte illustrerò le regole base per la composizione di un profumo ed esploreremo le materie prime più amate ed utilizzate in profumeria. Poi i partecipanti avranno a disposizione le materie prime, i flaconi e tutto l'occorrente per mettere in prtica le regole apprese, componendo una fragranza personalizzata.
Io agevolerò la creazione di profumi effettivamente gradevoli ed indomabili correggendo gli eccessi e offrendo suggerimenti e migliorie.
A fine incontro ad ogni partecipante resterà, come souvenir dell'incontro, un flacone con 30ml della propria composizione.

A tutti i partecipanti all’Atelier saranno riconosciuti biglietti a prezzo promozionale per l’opera, a presentazione presso la Biglietteria del Teatro Carlo Felice della ricevuta di partecipazione.
A tutti titolari di biglietto de “L’elisir d’amore” sarà riconosciuto biglietto a prezzo ridotto alla mostra Dylan Dog (Museo Luzzati)

Per info, costi e prenotazione (i posti sono limitati) potete scrivere a bergamottoebenzoino @ live.it (togliete gli spazi) oppure commentate questo post con la vostra email (io non la pubblico ma la uso per scrivervi).

24 febbraio 2017

Intervista a Luca Maffei (1/3)

Incontro Luca Maffei nel suo laboratorio di Atelier Fragranze Milano (sito qui) un martedì mattina che sembra già primavera.

Atelier Fragranze Milano è l'unica azienda Italiana nel cuore di Milano (la produzione si svolge altrove) e così Luca mi accoglie direttamente nel suo laboratorio, un luogo da sogno dove sono conservate oltre mille materie prime suddivise in categorie.
Luca mi mostra anche un cassetto dove vengono custodite gelosamente alcune specialità.
Poi saliamo al piano di sopra, e io inizio con la mia raffica di domande.

Luca, sei un profumiere giovanissimo, eppure hai già un curriculum di tutto rispetto (lo trovate qui, sul sito dell'Accademia del Profumo). Inoltre quest'anno hai vinto anche l'Adjiumi Awards (qui), che è il premio conferito dagli appassionati veri, quelli che le fragranze le comprano, ne parlano, se le scambiano, ne sono letteralmente ossessionati. C'è una grande aspettativa su di te. La senti?
Certo che la sento! E... sì, beh, devo riconoscere che un po' di paura ce l'ho. Però è una paura bella, perchè l'aspettativa significa che il lavoro che faccio viene riconosciuto e valorizzato, no?

Come hai deciso di fare il compositore di profumi?
Veramente io avevo preso un'altra strada. Mio padre è stato per anni l'AD di Créations Aromatiques (oggi Symrise) e poi ha aperto una sua società M&M Fragrances, dove ho iniziato a muovere i primi passi in questo settore. Sapevo che avrei lavorato nel mondo della profumeria, ma davo per scontato che sarebbe stato in ambito commerciale o di marketing. Materie prime e profumi hanno sempre girato in casa mia -se riguardo indietro me ne rendo conto- ma non avevo un vero e proprio training. Poi ebbi la fortuna di incontrare alcuni compositori di profumi e di parlare con loro del loro lavoro: per me fu come una rivelazione. Mi venne voglia di cambiare direzione e così iniziai a studiare davvero.

Cosa ti piace del tuo lavoro?
Tante cose... ad esempio è bello vedere come da un brief, cioè da una serie di parole scritte su un foglio, nasca poi un liquido capace di evocare proprio quelle parole, di renderle vere e concrete, comprensibili a tutti. A me sembra una specie di magia...
Inoltre, trovo straordinario l'olfatto come senso che collega tutti gli altri. Mi spiego: ad esempio, quando lavoro l'iris mi pare di toccare il fiore, mi sembra di sentire sotto le dita la vellutatezza dei petali, le aldeidi invece mi fanno sentire in bocca un sapore metallico e lucente...

Quali sono gli autori che ammiri?
Sono molti, ma Jean Claude Ellena, Alberto Morillas, Calice Becker e Yann Vasnier sono i primi nomi che mi vengono in mente.

Da cosa trai ispirazione?
L'ispirazione è tutto e niente, e dipende strettamente dai lavori che mi commissionano. Ho composto profumi a partire dal concetto di chakra, profumi basati su ricette di cucina, profumi che dovevano evocare i colori o mercati asiatici... Quando leggo un brief, la prima cosa che faccio è chiudere gli occhi e dedicare un po' di tempo ad immaginare che odore avrebbe per me quella cosa. Il lavoro di ricerca viene dopo.
Per Nèa, di Jul et Mad (qui), il profumo che ha vinto l'Art and Olfaction Award 2016, i ragazzi mi avevano inviato un moodboard ispirazionale. Nella foto si potevano vedere un mercato, dei fiori, ceste ricolme di frutta colorata, una strada e delle persone. Tutto era colorato e dava idea di grande vivacità. Ho chiuso gli occhi e ho immaginato l'odore della frutta, dei fichi, dei fiori...

Poi Luca mi spruzza una fragranza, con un punta di pepe rosa e un accordo di sandalo: confortevole, pulita, rasserenante, molto moderna, completamente unisex, che aumenta il volume mano a mano che passa il tempo.
Questa è N.2, della nuova linea blu di Histoires des Parfums (qui). Mi era stato chiesto un profumo bianco. Il bianco è come un prisma che riceve la luce bianca e che restituisce un raggio colorato...
Ed in effetti la fragranza ha un che di... bianco!
(Continua nel prossimo post)
Domani, sabato 25 febbraio dalle 10 in poi Bergamotto e Benzoino e gli amici di Adjiumi incontrano Luca nel suo laboratorio. Connettetevi con la pagina Facebook di Adjiumi (qui) per il racconto in tempo reale!