1 febbraio 2012

Deeply Madly Truly (Alessandro Gualtieri per MariaLux, 2011)


I tre profumi MariaLux esplorano tre emozioni legate al tema dell’amore: Madly, cioè “pazzamente”  (“Oh, lover, make me yours again”), Deeply,  cioè profondamente (“Pain & pleasure, faith & fear”) e Truly, cioè fedelmente (I will wait for you 1000 years”). E siccome l’amore, con la sua forza travolgente riesce a tirare fuori contemporaneamente il meglio e il peggio dalle persone, ecco che nessuno dei tre è gentile e sereno, lineare, ma tutti esprimono una frizione tra l’ideale e il reale, tra note a volte armoniose e spesso dissonanti, in certi tratti carezzevoli ed in altri brutali. Questi profumi sono contraddizioni da indossare. Pur piacevoli e indossabili tutti e tre sia su pelle maschile che femminile, esprimono un concetto dell’amore niente affatto scontato, affrontato in un modo che ad Alessandro evidentemente è congeniale, e cioè senza smancerie sentimentali. Sono composti partendo da un  romanticismo vero, non quello da cuoricini di cioccolata, ma vero e proprio animo romantico da “Sturm und drang”, una tempesta e un assalto emotivo che tolgono il fiato. "E' stato un confronto forte, una sfida fra di noi, un lavoro fatto in due, in tutta la sua complessità" mi ha spiegato Lilian Driessen, la fondatrice di MariaLux, a proposito del lavoro di composizione che lei e Alessandro hanno svolto insieme.
.Per me, il concetto arriva forte come un pugno nello stomaco, ed è ovvio che profumi così, a qualcuno non piaceranno. Ci vuole un po’ di solidità, di apertura mentale, è necessario aver vissuto anche amori conflittuali, passionali, disperati, per apprezzare il fatto di indossare sulla pelle profumi così. Non li puoi indossare senza sapere cosa esprimono. Io li ho trovati molto sfidanti, mi hanno fatto spostare il mio limite un po’ più in là.

Non ho trovato piramidi da nessuna parte e ciò è ovvio, visto che Alessandro non le divulga. Però ho sentito un bel bilanciamento di note naturali di qualità, e molecole sintetiche usate abilmente (cioè non nascondendole, ma anzi, donando loro dignità e significato); in Deeply ho percepito dei bei legni interessanti come sandalo, forse guaiaco, cisto labdano, betulla, cera d’api, e una nota ipnotica che si trova –potentissima- anche in Black Afgano, l’insieme risulta ombroso, umido e appiccicoso, sensuale in maniera esplicita. In Madly agrumi e aromi (salvia, rosmarino, forse artemisia ed elicriso) si uniscono in una storia tormentata di luce e ombra, di secco e umido che mi ha affascinata molto. Truly splende con una nota aldeidata, metallica, scintillante come la lama di un rasoio, parla di un amore solido, inamovibile, determinato, solido appunto come metallo. Sono tutti e tre parfum, quindi con una presenza e una durata ottime su pelle, eccezionali sui vestiti (attenzione al colore del liquido!). Col passare delle ore Deeply si arrotonda ulteriormente, scende di tono e si fa liquoroso, mentre Madly e Truly diventano sempre più secchi, precisi, scintillanti. In tutti, la visione estetica di Alessandro si sente benissimo, presente come una nota della piramide.
Non è un paragone, solo un modo per far capire come vedo io il suo modo di comporre: quando Ernest Daltroff introdusse nella profumeria del suo tempo -tutta violette e roselline di campo- le sue composizioni romantiche, selvagge, “crude”, molti le snobbarono preferendo il fascino armonioso e rotondo di Guerlain e Coty (che adoro), ma molti altri invece furono sedotti dalle sue composizioni violente ed emozionanti; oggi, quasi cento anni dopo, i vecchi Caron sono diventati emblemi di un certo modo romantico di comporre. Avete presente Narcisse Noir? Anche la Cellier componeva in maniera simile, qualche decennio dopo. I tempi sono cambiati, il nostro gusto si è trasformato, eppure anche oggi c’è chi preferisce prendere una direzione fortemente emozionale, intensa, sfidante, e questa è una scelta che io apprezzo molto.

Volete provarli? I primi 5 lettori che commenteranno il post riceveranno un sample dei tre profumi!

21 commenti:

Lorenzo Belardinelli ha detto...

Beh, sarebbe un'ottima occasione per sentirli! Dalle descrizioni che leggo in giro, Madly in particolare mi incuriosisce molto. E lo dice uno che non ama alla follia il lavoro di Gualtieri (dagli all'eretico!! :) )
Grazie sempre per l'ottimo lavoro che fai con il blog e il resto.

marcopietro ha detto...

Trovo sempre emozionanti i lavori di Gualtieri e porto con piacere Il Black Afgano ed Hindu Grass, concordo con te nel trovare interesse in queste composizioni poco rassicuranti, sempre border line e sorprendenti. Mi piacerebbe sentire anche questa nuove creazioni che hai così brillantemente illustrato, grazie.

Zazie ha detto...

Io, io voglio provarli!
Spero di essere tra i primi cinque.
Dalle note che avevo letto su extrait, ce ne dovrebbe essere uno alla tuberosa...e io le tuberose le devo provar tutte!

rob ha detto...

Mooolto interessanti... i profumi e i tuoi commenti su di loro! Mi piacerebbe molto provarli...

Mauro ha detto...

Alessandro Gualtieri è sempre un passino avanti, le sue composizioni sono sempre "on the border", ma mai scontate.
Sarei DECISAMENTE felice di poter sentire questi tre gioiellini dell'ultima ora.
Nel caso fossi uno dei fortunati.... ti ringrazio Marika.
Ciao
Mauro

Ele ha detto...

Anche io apprezzo molto il modo di comporre di Alessandro e i suoi Duro, Black Afgano e Pardon su tutti mi hanno letteralmente folgorato.....

Ele

hermes ha detto...

Io io!
Come si fa?

marzipan_28 ha detto...

Ero passata da Cherry qualche tempo fa, ma avevo altre priorità. A questo punto urge sniffatina, ma devo aspettare la fine degli esami. Mi piacerebbe essere tra i cinque commentatori fortunati. Piacere di rileggerti, pensi di esserci a Milano?

Anonimo ha detto...

ciao sono enzo081@yahoo.it
beh cara marika se dietro tutto questo c'e' alessandro gualtieri un orgoglio tutto italiano allora vuol dir che le composizioni meritano almeno di essere annusate ad occhi chiusi poi vediamo dove ci trasportano l ainma

Anonimo ha detto...

mi colpisce sempre il modo che hai di tradurre l'esperienza olfattiva in parole, è uno degli aspetti che mi ha colpito di più del tuo libro

speziapazza ha detto...

Complimenti Marika,interessante recensione.questi nuovi Gualtieri sono da provare assolutamente... markkino

saraprfms ha detto...

Ciao Cara Marika, ho letto cosa ne pensavano alcuni forumini, Cristian.... adesso la tua grande descrizione...la voglia di provarli è grande e se non sarò fortunata spero comunque di poterlo fare al più presto!.

Anonimo ha detto...

.. non vedo l'ora di provare sulla pelle le contraddizioni di amori vissuti patiti ricercati mai dimenticati, un perenne "odi et amo" catulliano.. m'attraggono la follia di artemisia ed elicriso e lo steel iron di truly
rita

Anonimo ha detto...

Ciao!Bellissimo post in questa giornata bianca di neve!Amo le sfide e le emoziono forti:sono il sapore più autentico ed emozionante della vita.Mi piacerebbe tanto provare queste fragranze e dirti cosa mi suggeriscono...Cristina

FranciGee ha detto...

ciao Marika.... devo dire che la cosa si fa interessante.... un Gualtieri proiettato in contesti da alcova mi intriga.... irruenza e passione e lenzuola.... mi farebbe piacere sentierle e darti una opinione.... bacio

Marika Vecchiattini ha detto...

Ciao Amici, ecco i commenti arrivati da ieri a mezzogiorno fino a stamane alle 10. Blogger li mette in ordine temporale di arrivo, quindi direi che Lorenzo, Marcopietro, Zazie, Rob e Mauro si sono aggiudicati i samples: scrivetemi un commento -che non pubblicherò- con i vostri dati, per l'invio della bustina!

Per gli altri partecipanti rimasti a naso asciutto... tranquilli, ho già in mente un altro giveaway per le prossime settimane, quindi restate sintonizzati!

ps
Marzi, certo che a Milano ci sarò, e chi se la perde?

Alessandra di Varese ha detto...

...anche se sono arrivata ....esima non posso fare a meno di aggiungermi ai commenti entusiasti degli altri amici del blog. Inoltre, e' proprio vero che quando si parla d'amore la partecipazione è assicurata.
Bravissima come sempre.

Mauro ha detto...

sono arrivate ieri mattina le tre fialette....
Spettacolari, mi piacciono i profumi intensi; sono quasi liquorosi, potrei dire addirittura palpabili.
Tutti e tre mi ricordano qualcosa di antico, come delle reinterpretazioni in chiave moderna dei profumi di inizio secolo. Deeply in particolare è ricco, spesso.... appiccicoso, a tratti mi ricorda i profumi intensi che si sentono vicino alle bancarelle che vendono incensi profumati.
Sono stupendi, onirici ed affascinanti.
LI VOGLIO
Mauro

rob ha detto...

Sto provando Deeply, e mi sta dando delle forti emozioni, con una certa mia sorpresa. E' molto sensuale ma non sfacciato o esibito; parla di una sensualità nascosta, e per questo ancora più intrigante. Mi dà l'idea che chi lo porta non ha bisogno di apparire, perché gli basta essere. Mi sembra il profumo giusto per chi sa prendersi dei rischi in amore, per chi sa che amare è anche essere sconfitti, che l'amore è un campo di battaglia. E' una fragranza che riesce a essere insieme morbida e difficile, di quelle che riescono a stringere in un abbraccio estremi che avrei giurato essere inconciliabili. E' il profumo dell'amante che non abbiamo mai smesso davvero di amare, quello che ci rende contemporaneamente tristi e felici, e che non riusciamo a rimpiazzare con nessun altro.

Marika Vecchiattini ha detto...

E lo sapevo che vi avrebbero scatenato emozioni... :-D Rob, la tua lettura di Deeply mi ha affascinata, "Il profumo dell'amante che non abbiamo mai smesso davvero di amare" è una definizione fulminante!
Mauro, hai ragione, l'impianto è fortemente classico, e così anche il gusto per lo "spessore" della fragranza. E anche la capacità di far esprimere le note in tutta la loro complessità è una componente che io apprezzo e che da un pò di tempo inizia a mancarmi, a causa dei frazionamenti che oggi vanno tanto di moda (il frazionamento è quando le note profumate, durante la distillazione, vengono scomposte per selezionarne solo alcune frazioni: quella più fresca, o quella più erbacea, o quella più fiorita, quindi non utilizzando la nota in tutta la sua interezza, ma solo la parte che interessa per suggerire un certo effetto).

colin solis santamato ha detto...
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