10 agosto 2009

Il profumo e il suo contenitore (2/2)

(Questo articolo inizia in un post precedente)
La situazione oggi non è migliorata e l’idea del profumo-fluido magico e misterioso è stata surclassata da altri messaggi quali la freschezza, la leggerezza, la moda e altri richiami più o meno sensuali; chiaramente l’estetica dei flaconi si adegua a tali imposizioni di gusto e non ha scampo fra scimmiottare stili passati oppure sperimentare forme improbabili mutuate dall’architettura contorsionista dei grattacieli (Hypnose di Lancome) oppure improbabili connessioni ai motori e loro accessori (Bulgari Black, Guerlain Homme) o, ancora, connessioni inattese per il flacone a forma di granata (Flowerbomb, di Viktor&Rolf);

Per i prodotti di nicchia si tende a considerare ancora il profumo come entità a sè, come opera d’arte che abita il suo dignitoso flacone e alcuni rendono ancora bene l’idea del contenuto quale composizione chimico-alchemica (Le Labo, F. Malle).


Altri richiamano la sensuale estetica déco come, ad esempio, le meravigliose “campane” di Lutens,
e Tom Ford, che con Black Orchid rielabora il raffinatissimo flacone di Arpege di Lanvin del 1927.

Al rigore di Joy di Jean Patou si ispira Acqua di Parma con un flacone di grande impatto estetico, di grande forza che è però sovradimensionato al suo evanescente contenuto quale può essere una colonia.
Flaconi-oggetto di arredo e collezione nella loro serialità pop sono i Bond n.9, assolutamente originali e coraggiosi nel distaccarsi dai soliti stilemi per incarnare pienamente il post-pop con reminescenze déco di New York ma ancora una volta il contenente originalissimo è molto più importante del contenuto che, in alcuni momenti, segue territori olfattivi già sentiti.


Infine, da segnalare una grande chiarezza formale per Dior Homme dove l’equilibrio dei volumi, la trasparenza cristallina e una perfetta interpretazione della contemporaneità con un occhio rivolto al passato si bilancia perfettamente con il suo contenuto che è essenza di grande trasparenza e profondità: trasparenza e riflessi cristallini di un iris che porta lontani nel tempo a rinnovare il ricordo di altri iris profondi e mai dimenticati.

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